FIORELLA DE ANGELIS. Motore inesauribile della promozione musicale sulla Francigena.

Il prossimo 22 novembre, per la prima volta, L’AMAL “approda” al Circolo del Golf dell’Olgiata, un circolo “sempre aperto”, che da quest’anno ospiterà un appuntamento della programmazione del direttore artistico M° Kostantin Bogino. L’inesauribile spirito di iniziativa di Fiorella De Angelis esporta le serate da camera 2013-2014 di Campagnano di Roma nel Municipio XIX.

presso il Santuario del Sorbo. 2013

presso il Santuario del Sorbo. 2013

Le prenotazioni sono già esaurite, nonostante questa volta sia stato chiesto un piccolo contributo ai partecipanti.

E’ possibile mantenere viva l’attività culturale in questo periodo di crisi? Si può chiedere ai cittadini un piccolo sostegno per mantenere vive attività che altrimenti rischiano di scomparire? Noi crediamo di si, e che la cultura, specie se di qualità, specie se promotrice di rete e supportata da altri servizi, si debba pagare. Una cifra popolare, equa, un segnale che riconosca quello sforzo professionale che nella maggior parte dei casi porta il nome di volontariato.

Segnaliamo qui le note di Marco Patriarca all’ultimo Concerto. Quello inaugurale, dedicato alla Via Francigena, nel magnifico contesto del Santuario della Madonna del Sorbo.

Il Violino

GRANDE SUCCESSO DEL CONCERTO DELL’AMAL AL SORBO
Da mezzo secolo, una grande parte degli eventi musicali di qualità non si svolge più solo nelle grandi città, ma i festival di musica e i concerti sono più numerosi e accessibili nella provincia, e si collocano spesso in ambienti naturali assai affascinanti.
Anche il Lazio, come tutta l’Italia, è ricco di ambienti naturali e storici che si trovano spesso sui percorsi della via Francigena, e si adattano meravigliosamente alla musica. E’ in questa prospettiva che l’Accademia dell’Alto Lazio propone il suo Festival, ormai il più noto a nord di Roma, e inizia la sua stagione musicale nella chiesa del Santuario della Madonna del Sorbo a Campagnano nel mese di ottobre per snodarsi, mese dopo mese, in luoghi altrettanto suggestivi, fino a maggio.
Oggi, un moderno pellegrino della Francigena su uno di quei percorsi non sepolti sotto l’asfalto, può imbattersi in qualcosa che non avrebbe mai potuto capitare ad un suo predecessore di mille anni fa: trovarsi nel bel mezzo di un magnifico concerto di musica classica nel Santuario del Sorbo, un antico monastero isolato e circondato dal bosco, in uno dei luoghi più suggestivi del Lazio.
E’ proprio quello che è successo domenica 20 ottobre ad un pellegrino francese diretto a Roma. I suoi antenati avranno certamente osservato stupiti il loro moderno “collega” così sportivo, abbronzato, con il ki-way svolazzante sulle spalle, lo zaino, il bastoncino e gli eleganti scarponcini leggeri.
Purtroppo, però, il nostro francese aveva fretta: doveva arrivare a Roma prima del tramonto e così si è perso il concerto. Peccato! Avrebbe avuto modo di sentire qualcosa di eccezionale da annotare sul suo taccuino di viaggio: quel meraviglioso concerto che tanto ci ha emozionato.
Il M° Konstantin Bogino, il decennale esecutore, interprete, ispiratore e storico direttore artistico dell’ Accademia Musicale dell’ Alto Lazio, ha iniziato a stuzzicare il pubblico con tre brani di Erik Satie, il geniale ribelle, amante delle settime, delle none e undicesime ( disse di se stesso “sono nato troppo giovane in un mondo troppo vecchio!”) tre brani, dal nome misterioso “Gnossiennes,” leggeri, fantasiosi ed inebrianti. Quando Konstantin ha poi proseguito con la sfolgorante e cromatica andatura dell’Isle Joyeuse di Claude Debussy con il suo cromatismo fitto di ombre e di luci, il pubblico è ammutolito; e quello non era che l’inizio. Il brano successivo, di un celebre compositore- violinista di fine ottocento, il belga Eugène Ysaye, è stato interpretato dal M° Ylya Grubert, arrivato da Amsterdam, egli stesso non solo un virtuoso ma un grande violinista.
Ma, dopo Satie, Debussy e Ysaye, è arrivato il vero pezzo “forte”: la Sonata in la maggiore per violino e pianoforte di Cesar Franck, un famosissimo brano di repertorio, probabilmente il più splendido che l’autore abbia scritto, una grande sonata, fedele alla classica struttura della forma sonata, di grande varietà, piena di modulazioni estemporanee, ricca, vibrante ed appassionata, alla quale è impossibile restare indifferenti.
La cornice del bosco ottobrino del Sorbo, la suggestività di quella piccola ed antica chiesa, l’attenzione e la commozione del pubblico a quel capolavoro di Franck, hanno creato un’atmosfera irreale e sospesa, segnando un’altra memorabile tappa della felice storia dell’ Accademia Musicale dell’ Alto Lazio di Campagnano.

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Al concerto di domenica non pochi si saranno accorti di una sintonia culturale, spirituale, ed anche di una contiguità geografica, fra la musica ed il pellegrinaggio: si pensi agli splendidi luoghi lungo l’ Antica Francigena, fuori dai grandi circuiti urbani, nei quali far rivivere pezzi delle immense tradizioni musicali italiane. Le migliaia di pellegrini che ormai da anni battono quei sentieri ne sanno qualcosa; e c’è da giurare che non pochi si siano creati una personale macchina del tempo e si aspettino di ritrovare in antiche locande, postiglioni, chiese e altri luoghi, i segni ancora riconoscibili di civiltà e le tracce del loro e nostro passato.
La musica ha qualcosa di universale ed eterno, viaggia ovunque la si vuole e la si può portare e, diffusa nel mondo per un pubblico sempre più attento, dà molto più di quanto riceve. Promette di costare soltanto un millesimo di tutto il deja vu dei nostri soliti programmi televisivi.

Marco Patriarca

 

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