25 MAGGIO 2014 – Francigena: Campagnano scopre il passaggio a Nord

Mia nonna diceva sempre: non c’è nulla di più definitivo del provvisorio. Sarà così anche per il magico ponte giallo (come la segnaletica francigena) posato dall’Associazione Mediterraid con materiali di recupero? Spero di no, e che presto il responsabile unico del procedimento (Arch. Vincenzo Maia) e il tecnico incaricato (arch. Ada Viola) riescano a far costruire il bel ponte in legno. Ultimo SAL della messa in sicurezza del tratto campagnanese della Via Francigena…

Campo di Papaveri e cipressi nel Lazio

Campo di Papaveri e cipressi nel Lazio

Come molti ormai sanno e fanno, Campagnano è accessibile da Nord passando da Monte Gelato (Comune di Mazzano), e risalendo il centro del paese da Via di Santa Lucia, sistemata lo scorso 7 dicembre ma ancora vittima di numerosi atti vandalici. Un ingresso meraviglioso dal punto di vista naturalistico e storico, perché da l’opportunità di attraversare le Cascate di Mazzano e tutto lo sperone tufaceo che accoglie il Centro Storico di Campagnano di Roma. Tuttavia il tratto riconosciuto dalla Regione Lazio vuole che il percorso più “logico” (ossia più diretto e veloce)  sia quello più ad ovest, che dal territorio di Nepi entra in Monte Sarleo, nel piano regolatore campagnanese da tempi relativamente recenti.

Bivio_Umiltà

Sosta al bivio dell’Umiltà, sul basolato romano

Questo tratto non avrebbe nulla di più interessante dell’altro se, oltre ad abbreviare il tragitto, non offrisse ai viandanti la straordinaria opportunità di calpestare un lungo tratto di quella che fu la Via Amerina.

Ancora oggi perfettamente conservata, è forse il tratto di basolato romano più lungo d’Italia: coperto da una coltre profumata di terra e foglie secche, ospita gattini, arbusti e giovani querce; stretto da una bassa fortificazione laterale, costituita da un muretto a secco vestito di verdi muschi, ti catapulta lontano nel tempo dove l’essenziale che hai mentre cammini si trasforma nel corredo completo degli antichi viandanti. E poi, d’incanto, quasi invisibile a passarci sopra, un ponte romano perfettamente conservato.

Il Ponte Romano in territorio di Nepi, sulla Via Amerina

Il Ponte Romano in territorio di Nepi, sulla Via Amerina

La passeggiata, organizzata dall’Associazione Mediterraid Cammina (che verrà replicata ben quattro volte nel corso della primavere-estate 2014), ha dato certamente l’avvio ad una esplorazione sempre più consapevole e strutturata di un tratto che costituisce una eccellenza senza pari di tutto il territorio laziale. Vorrei ringraziare pubblicamente Mediterraid a nome dell’Amministrazione per quanto hanno cominciato a fare!

I volontari dell’Associazione hanno preparato a lungo l’evento, numerosi sopralluoghi, anche manutentivi, hanno reso accessibile il tracciato.  Edilgabrielli ha gentilmente fornito un decespugliatore senza il quale alcuni passaggi sarebbero stati impossibili. Una azione pionieristica che incarna l’intenzione di questa amministrazione e, soprattutto, dei numerosi appassionati, che da ora in avanti potranno finalmente attraversare il fosso della Mola Maggiorana grazie ad un ponte “amatoriale” ma proprio per questo, più attraente e ricco di significato.

Il Ponte messo in opera da Mediterraid cammina

Il Ponte messo in opera da Mediterraid cammina

I 39 pellegrini per due giorni, da Formello a Sutri, hanno ripercorso i passi di Sigerico per circa 40 km, scoprendo una natura spesso incontaminata ma sempre nuova, sempre diversa. Villette private, querceti, forre, prati di papaveri, distese di grano, uliveti, roseti, fino ai noccioleti della bassa Tuscia.

Critici alcuni punti per l’attraversamento di provinciali, come Via del Pavone, Via Settevene Palo, Via dell’Umiltà. O davvero umilianti la bellezza circostante, come le carcasse di videopoker nelle forre, o le discariche a cielo aperto a Via di Fontana Latrona, o i camminamenti aggrediti ovunque dalle intemperie e dalla vegetazione… un segnale che, nonostante gli sforzi, comunica un senso di pubblico disinteresse.

discarica_F_Latrona

discarica presso via di Fontana Latrona

marciapiede_pavone

bambini evitano il marciapiede degradato di Via del Pavone

attraversamento della Settevene Palo all'altezza di Pian dell'Olmo

attraversamento della Settevene Palo all’altezza di Pian dell’Olm

Scoprire questi luoghi. Un’opportunità che è davvero un sacrilegio trascurare. Lungo il basolato riscopriamo infatti in breve tempo un’altra straordinaria possibilità offerta dal bivio presso Via dell’Umiltà. Una opportunità di sviluppo turistico notevole.

Via Amerina. Il basolato romano che la compone.

Via Amerina. Il basolato romano che la compone.

Scartando a destra, si potrebbe tornare a Campagnano riprendendo ad anello la variante per Monte Gelato… la cosiddetta “variante di comodo”, rendendo Campagnano  un punto tappa di estremo interesse anche per i pellegrinaggi “di corto raggio”, quelli provenienti dalla Capitale. Chi non vorrebbe fare la via Francigena in un’unica direzione senza dover necessariamente farla tutta né tornare sui suoi passi, ma tonando presto a casa la domenica sera?

Una cosa è certa: solo camminando si può davvero comprendere l’esperienza del lento pede, con tutti gli stimoli umani e ambientali (in una parola c u l t u r a l i ) capace di attivare.

Buon cammino.

Questa voce è stata pubblicata in Archivio, Documenti, Foto. Contrassegna il permalink.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>