2° FORUM sulla Francigena Toscana: (anche) IL LAZIO COMINCIA A CAMMINARE CON LE SUE GAMBE

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Ricostruzione storica di Abbadia Isola in un acquarello di Massimo Tosi.

L’Associazione Toscana delle Vie Francigene, la Regione ospitante, la Provincia, il Comune di Monteriggioni, dalla Sindaco Raffaella Senesi al cameriere del catring dei Sapori della Toscana, tutto, ma proprio tutto,  ha funzionato a meraviglia; nel caldo abbraccio di una famiglia ormai consolidata: quella dell’AEVF e del Forum dei comuni sulla Francigena toscana (qui trovate i documenti allegati) ad Abbadia Isola. Impeccabile l’insostituibile apporto  dell’amico Eraldo Ammannati.

Gli interventi del convegno del 24 gennaio 2015 sono stati tutti puntuali e concisi. La presenza costante e protettiva del Presidente Massimo Tedeschi ha garantito sobrietà ed eleganza. Il giovane collega Alessandro Lorenzini ha moderato con discrezione in una sala a dir poco gremita (molti sono addirittura rimasti in piedi). Come ha avuto modo di sottolineare Sara Nocentini, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Toscana, l’evento del Forum dal titolo “L’Europa è qui”, ha aggiunto “coerenza nel merito e nel metodo”:  non solo giovandosi della presenza di interlocutori europei quali Velia Coffey (Canterbury City Council), Colin Carmichael (Chief Executive Canterbury City Council), Christian Schuele (Historical , Vaud Region) e Gaetan Tornay della Regione Basso Vallese, ma anche e-diciamo- soprattutto, nella struttura stessa dell’evento. La salda ironia di Sandro Polci ci ha ricordato che, anche quest’anno, si gioca la sfida “francescana” di promuovere una quantità notevole di eventi per il Francigena Collective Project, in attesa del dono di uno slogan “distaccato” dalla prima donna italiana nello spazio, quello di Samantha Cristoforetti.

Elementi essenziali di un Forum

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Il palco del Forum prima del convegno.
Foto di Luca Bruschi.

…ed è proprio alla struttura dell’evento che ci vogliamo soffermare. Si è iniziato con una camminata collettiva da Monteriggioni al Complesso monumentale di Abbadia Isola (grazie ad un efficiente servizio navetta dedicato), a seguire un generoso light lunch, il convegno, il pranzo e infine il workshop per il confronto sulle buone pratiche. Quattro elementi fondamentali per legare e rappresentare il senso di ciò che si va costruendo, inteso come sviluppo locale: 1. l’esperienza e l’emozione, 2. la condivisione di strategie attraverso l’informazione e la presenza istituzionale, 3. i sapori e i colori, 4. la narrazione delle buone pratiche attraverso i workshoop. L’esperienza, posta all’inizio, è ciò che sopratutto coinvolge e lega i presenti, ciò che li rende complici di uno spazio e di un tempo, ciò che la Via Francigena è nei suoi elementi essenziali.

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Silvia Costa, paladina degli itinerari culturali al parlamento europeo.
Foto Luca Bruschi

L’esperienza del cibo è, anch’essa, un momento di sperimentazione sensoriale ma anche di confronto umano senza blasoni, dove l’urgenza della battuta o della domanda superano ogni logica e ogni scaletta, arrivano dritte alla soluzione. Luogo dell’approfondimento spontaneo, della conoscenza, della creatività. E poi il workshop, purtroppo frontale come il convegno. Lanciamo l’idea, per il prossimo anno, di un workshop che sia una vera palestra per gli operatori! Non perdiamo l’enorme opportunità che una così alta concentrazione di conoscenze ed esperienze offre allo sviluppo e al superamento delle criticità! Occorre un Forum che unisca le esperienze ad una  modalità di confronto orizzontale. Un rientro in sala con tavoli, carta, penna. Dividerci per aree, temi, competenze. Il workshop potrebbe diventare davvero un tripudio di scambio, una osmosi culturale e operativa, una sorta di cabina di regia per far decollare le buone pratiche su tutto il territorio nazionale. Mi permetto qui di suggerire una Associazione in grado di darci supporto in questo senso: si chiama Sottosopra. Partendo dalla Toscana- a tutte le regioni emergenti- dalla Lombardia fino alla vivace Puglia, rappresentata da Federico Massimo Ceschin sempre più promotore del patrimonio culturale e della bellezza della Via Franciegna del Sud, vicepresidente dell’AEVF.

…E il Lazio?

Qui potete ascoltare il Mio intervento sul Progetto Viandante per Campagnano di Roma (Lazio) - Riprese Mediterraid

Il Lazio ha segnato massicciamente la sua presenza: amministratori comunali, referenti regionali, come Simone Quilici, e associazioni, come Mediterraid Cammina. A partire dal Bando regionale che ha da poco assegnato risorse a ben 12 aggregazioni di comuni, il Lazio ha deciso di ottimizzare l’esperienza toscana e provare a rilanciare: coinvolgendo il sud, stimolando l’operato dei singoli comuni attraverso le loro amministrazioni, distribuendo risorse per la manutenzione… una sperimentazione assoluta. Perché è proprio sulla manutenzione che ora si gioca la partita più dura, e non solo per il Lazio. Un lavoro ingrato e spesso affidato al volontariato che necessita un coordinamento e una vigilanza continui.  Ci sarà domani un soggetto in grado di monitorare tutti i 400 km del Lazio? E a quale prezzo? E in che modo. Ancora poche risorse a dire il vero, ma è un inizio, un banco di prova per tutti noi che ci scommettiamo ogni giorno, per tutte quelle piccole realtà capaci fino ad oggi di fare un grande lavoro.

 A quali numeri possiamo aspirare? Ecco cosa c’insegna la Toscana.

(citiamo Il Giunco)

Presenze - “Nel 2014 la via Francigena ha contribuito al Pil toscano per 24 milioni: all’incirca come la metà del fatturato dell’aeroporto di Firenze”. Autore della metafora Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana. 150 mila in Toscana le presenze nel 2014, legate alla Francigena: l’anno precedente erano state 100 mila e la crescita annua è costante fino dal 2011. Come provenienza 25 pellegrini su 100 sono stranieri (75 italiani) e il 60% è formato da uomini. il 95% percorrono la via senza il servizio di guide ufficiali, il 64% ha già precedenti esperienze su itinerari di pellegrinaggio. Circa il 30% ha motivazioni religiose. In termini di età anagrafica, la fascia più rappresentata è quella fra i 51 e i 65 anni. Esiste un 19% di pellegrini over 65 anni e esattamente un altro 19% in età compresa fra i 36 e i 50 anni mentre il 26% si posiziona fra i 20 e i 35 anni.

Investimenti – La Regione Toscana ha investito 16 milioni, inseriti nel piano operativo 2012-2014 dedicato alla Francigena: con queste risorse è stata resa possibile la fruizione lungo i 380 km del tracciato toscano (8 milioni sono stati indirizzati alla messa in sicurezza, 6 alle strutture ricettive e i restanti 2 a servizi, aree sosta attrezzate, segnaletica, valorizzazione). Oggi l’itinerario escursionistico è completamente in sicurezza e tutto segnalato: individuati anche gli itinerari ciclabile e quello a cavallo mentre sull’intero tracciato è attiva una specifica rete wifi. Tutti i 16 ostelli finanziati ma ancora non dati tutti in gestione, inizieranno l’attività entro il 2016. Per ulteriori approfondimenti sul Forum, segnaliamo anche l’interessante articolo del Sole 24 ore.

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Davanti, la bici di Alberto. Dietro, Monteriggioni.

Infine, da non dimenticare, una nuova stat up d’impresa: il tour operator dei viandanti lenti (non solo a piedi!) tutto italiano. Si chiama SLOWAYS, l’amministratore delegato è Alberto Conte, fondatore di Itineraria e del Movimento Lento. L’attenzione è posta a chi va in bicicletta, questa volta. Itinerari georeferenziati, tappe a distanza di pedalata: è tutto un  programma da scoprire dentro la pista di un viaggio responsabile e sostenibile. Invito tutti a scoprire le meravigliose vie in questo sito. E concludo dunque parafrasando una bella frase di Alberto al Forum: è anche contribuendo ad una economia sana, capace e fiera di pagare le tasse, che intendiamo l’ecologia, non solo acquistando prodotti biodegradabili.

 

 

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